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La prima edizione di TUTTOILMONDOÈPAESE, festival diffuso delle culture promosso dall’Associazione Di Tutti i Colori e Patrocinato dal Comune di Pino Torinese, inizia con la presentazione del libro “Non aspettarmi vivo” di Stefania Miretti e Anna Migotto (Einaudi Stile Libero Extra, 2017).

Stefania Miretti è ospite della rassegna “Fuori dalle righe” della Biblioteca Comunale di Pino Torinese, in un dialogo condotto dalla psicologa Sandra Vergnano, con il contributo di letture a cura dei ragazzi di Teatrobaleno.

Dopo anni di lavoro sul campo, le due giornaliste italiane hanno dato per la prima volta voce ad una generazione “pericolosamente in bilico tra Europa e Califfato”. Il libro raccoglie così gli SMS che i giovanissimi jihadisti scrivono alle madri dalla Siria, le imprese dei padri per fermarli o riportarli indietro, lo smarrimento degli amici, le promesse del radicalismo religioso, che usa la modernità del linguaggio tecnologico per trasformare quelli che fino ad un attimo primo erano studenti modello, musicisti trasgressivi, calciatori prodigio, majorette vanitose, discotecari con la fissa per i marchi di moda, adolescenti affettuosi in spietati terroristi. Stefania Miretti ed Anna Migotto hanno scoperto così, attraverso un viaggio crudo e scioccante, che l’immaginario dei ragazzi sedotti da Dā‘ish è insieme esotico e ben più famigliare del previsto.
«Non aspettarmi vivo è la frase che dicono alla mamma, con la quale continuano a chattare fino al giorno prima di farsi esplodere, promettendole “Ci vediamo in paradiso”. Si lasciano convincere che quella che stanno vivendo non è la vita vera: ed è questo il tema che più di tutto ci ha sconvolto», scrivono le due autrici. Durante la serata scopriremo le similitudini che legano le giovani generazioni da entrambe le sponde del Mediterraneo: povertà di valori e prospettive che diventano disperazione sorda o pericolosissimi propellenti distruttivi.

«Leggere quanto siano diverse le motivazioni dei singoli aiuta a vedere quanto imprecisi e superficiali siano certi giudizi» (Corrado Augias, «la Repubblica»).
«Non aspettarmi vivo avvicina il mondo del Califfato e dei suoi cupi sogni di grandezza al nostro, dove tanti adolescenti si aggirano alla disperata ricerca di senso» (Francesca Sforza, «La Stampa»).

Ingresso libero

Segue un breve momento conviviale

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